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Sostegno del corpo ai tempi del Covid-19

Il seguente articolo non è inteso come consiglio per la prevenzione o la cura di questa nuova malattia, ma come accorgimento per sostenere le funzioni corporee in questi tempi.

Potrebbe essere utile a chi lavora, a chi è in contatto con i pazienti del Covid-19, a chi è costretto ad uscire, perciò non esitate a condividere con le persone a cui possa servire.

Quali sono i sintomi del Covid 19?

Secondo un rapporto proveniente dalla Cina del 12 marzo 2020 e che prende in considerazione 1995 pazienti, i sintomi dei casi confermati includono: (1)

–       Febbre (88,5%)

–       Mialgia / Stanchezza (35.8%)

–       Tosse (68.6%)

–       Produzione di espettorato (28.2%)

–       Dispnea (21.9%)

–       Linfocitopenia (basso numero di linfociti) (64.5%)

–       Sintomi gastrointestinali (8.7%)

In Cina, la Medicina Cinese è proposta come opzione di trattamento del covid 19 dalle linee guida nazionali e regionali con uso clinico sostanziale. (2)

“Secondo la Medicina Cinese, il covid 19 è classificato come malattia da umidità pestilente causata da umidità-freddo esterni che affettano i polmoni e la milza, per poi trasformarsi in calore dovuto alla disfunzione del qi e al calore interno stagnante.”(2)

Sono concetti di Medicina Cinese che indicano che a livello erboristico e a seconda della fase della malattia, bisogna agire con delle piante riscaldanti, che espellano l’umidità e piante rinfrescanti in caso di calore.

I consigli di questo articolo si basano sull’approccio della Medicina Greca (V secolo A.C.) di Ippocrate, Aristotele, Platone e successivamente Galeno che ha perfezionato e reso più completa la teoria Umorale.

Uno degli aspetti della Medicina Greca è quello di prendere in considerazione le 4 Qualità che possono avere i tessuti corporei: Caldo, Freddo, Secco, Umido. In caso di malattia, avviene un’alterazione della Qualità del tessuto.

L’obiettivo è quello di riportare all’equilibrio, cioè alla loro qualità originale, i vari tessuti.

Le Qualità possono descrivere lo stato fisico della persona ma anche le caratteristiche delle piante.

Esempio: per riportare all’equilibrio un tessuto Caldo verranno usate delle piante Rinfrescanti. Durante la febbre usiamo piante che favoriscono la sudorazione per sostenere il corpo ad abbassare la temperatura, visto che la sudorazione è il suo meccanismo naturale per appunto regolare la propria temperatura.

Cosa accade quando ci si ammala di influenza?

Il virus influenzale penetra nelle cellule dei polmoni per compiere il suo ciclo naturale e replicarsi per produrre nuovi virus, dopodiché o la cellula scoppia liberandoli insieme al materiale cellulare, oppure quella cellula viene riconosciuta dal sistema immunitario che la distrugge.

Ulteriore danno avviene quando il sistema immunitario risponde all’infezione causando un accumulo di liquidi negli alveoli.

Questi 2 fenomeni combinati causano disturbi nell’ossigenazione del sangue.

È possibile prevenire l’influenza?

È possibile sostenere l’organismo per essere più reattivo ai patogeni, usando piante riconosciute come immunostimolanti e tenendolo ‘alleggerito’, cioè migliorare la sua capacità naturale ad eliminare gli scarti, tenendo aperti i canali di eliminazione: Intestino, Polmoni e Pelle.

Questo non vuol dire che un individuo non si ammalerà, ma vuol dire poter combattere in modo più efficace i patogeni che si incontrano.

Innalzare l’immunità con piante officinali

Si possono utilizzare le piante immunostimolanti classiche:

Sono piante conosciute per stimolare e/o modulare il sistema immunitario per produrre più cellule bianche e combattere in modo più efficace i patogeni. Vi rimando al testo di Firenzuoli(3), medico fitoterapeuta, per approfondimenti.

Precauzioni: è vietato, a meno che diversamente specificato dal vostro medico, assumere immunostimolanti come quelli descritti sopra, se avete malattie autoimmuni oppure assumete immunosoppressori.

Tradizionalmente i fiori di Sambuco vengono usati come ‘diaforetico’ (stimolante della sudorazione) per velocizzare la risoluzione della febbre, ma anche come supporto contro il raffreddore e l’influenza comuni.

Nella prevenzione, lo useremo come antivirale: uno studio in vitro, cioè in laboratorio su cellule, ha dimostrato l’effetto inibitorio del Sambuco sulla replicazione virale negli stadi iniziali dall’infezione da Virus della Bronchite Infettiva Aviaria, che è un tipo di coronavirus che colpisce gli uccelli.(4)

Un altro studio clinico doppio cieco controllato di 312 passeggeri aerei ha rilevato un accorciamento della durata del raffreddore/influenza comuni e dei loro sintomi nel gruppo che ha usato il Sambuco rispetto al gruppo placebo(5).

Precisazione sul significato dello studio clinico doppio cieco controllato:

  • Studio clinico: studio effettuato su pazienti, non su cellule isolate o su animali;
  • Doppio cieco: studio in cui né il paziente né lo sperimentatore conoscono le informazioni che possono influenzare volontariamente o non i risultati;
  • Studio controllato: si fanno 2 gruppi, ad uno viene somministrata la sostanza da studiare, all’altro un placebo senza nessuna attività fisiologica;

Negli studi sono stati usati i frutti di Sambuco, però l’erborista americano Michael Wood, specialista dell’Erboristeria Occidentale dal 1982, ci dice che si possono usare anche i fiori.

Modo d’uso: bere infusi di fiori di Sambuco poco concentrati, regolarmente. Far infondere 2 cucchiaini di fiori in 200 ml d’acqua bollente per 15 minuti. Bere 1 tazza al giorno.

Il primo scudo: il Sistema Termoregolatore

Cos’è il sistema Termoregolatore? Si tratta del processo fisiologico con il quale il corpo mantiene costante la temperatura interna anche quando ci sono cambiamenti importanti di quella ambientale.

Contro le malattie da raffreddamento e qui (come anche prima) non facciamo distinzione tra coronavirus e influenza comune

– suppongo che cominciate ad intuire che in erboristeria tradizionale l’approccio non è farmacologico ma energetico, che sfrutta il fitocomplesso delle piante in totum e le loro qualità energetiche: riscaldanti, rinfrescanti, seccanti o umidificanti –

Cercheremo di stimolare e di riscaldare la circolazione. Non perché consumiamo bevande calde ma perché useremo piante riscaldanti.

Per illustrare il concetto dell’effetto riscaldante vi faccio l’esempio estremo del peperoncino piccante e della sensazione di calore diffusa che provoca. Esso stimola la circolazione sanguigna, riscalda la periferia del corpo che soffre di più i raffreddamenti e fa arrivare più  sangue con gli elementi di immunità ai distretti meno irrigati solitamente. È la stessa sensazione che si ha anche quando uno consuma un bel brodo caldo con lo zenzero.

Quali piante usare

Piante balsamiche: in primis il Timo, ma anche Eucalipto, Rosmarino, Origano. Hanno tantissime caratteristiche vincenti per combattere le influenze, sono:

  1. Calde, stimolano la circolazione (di nuovo, non è una questione di temperatura dell’infuso);
  2. Balsamiche: fluidificano il muco e favoriscono la sua eliminazione;
  3. Disinfettanti: è proprio l’aroma che sprigionano (che ci dà l’olio essenziale) fatto di molecole volatili che ha il potere disinfettante. Non usate gli oli essenziali internamente senza consiglio di un terapeuta.

Spezie: Zenzero, Cannella, Chiodi di Garofano. Sono:

  1. Calde
  2. Migliorano la digestione
  3. Disinfettanti

Potete abbinarle alle erbe balsamiche nell’infuso oppure usarle in cucina.

L’importanza della regolarità intestinale

Un’evacuazione regolare dell’intestino è da monitorare quando si cerca di rinforzare l’organismo. La stitichezza  vuol dire un sovraccarico di tossine che non dovrebbe esserci e ai quali il corpo dovrà reagire ed allocare delle risorse.

Qui userete le piante che favoriscono la regolarità e che forniscono fibre solubili e insolubili. A piacimento:

  • Decotto di Malva
  • Infuso di Fieno greco
  • Semi di Lino macinati
  • Semi di Psillio: si mette un cucchiaino in 200ml d’acqua fredda e si lascia tutta la notte. Bere il giorno dopo con il pasto principale, anche i semi se volete
  • Psillio in Polvere: si scioglie 1 cucchiaino in un gran bicchiere d’acqua e si assume coi pasti principali

Poi ci sono i lassativi energetici per i casi più ostinati con erbe come la Senna, Frangula, Rabarbaro, ecc.

Se soffrite di diverticolite, privilegiate i lassativi a mucillagine: Malva, filtrato dell’infuso di Fieno greco, dei semi di Lino o dei semi di Psillio. Solo il filtrato, non i semini.

Ho l’influenza, che faccio?

Indifferentemente che sia coronavirus o meno, a questo punto si toglie:

  • Tutta la parte immunostimolante: perché con l’influenza esiste un rischio di ‘Cytokine Storm’ che è quando viene attivato il sistema immunitario per combattere l’influenza in modo inappropriatamente eccessivo. Una stimolazione ulteriore potrebbe peggiorare la reazione. Quindi non bisognerà utilizzare Echinacea, Reishi, Astragalo ecc.

Attenzione, il consiglio di non usare stimolanti per l’immunità è solo a titolo precauzionale, non si è mai verificato nella pratica ed è basato solamente sugli studi in-vitro (su cellule isolate) che hanno rivelato azione pro infiammatoria, senza tenere conto che il fitocomplesso della pianta arriva con centinaia di molecole con azione riequilibrante antiinfiammatoria. Gli immunostimolanti sono da adattare in funzione della fase dell’infezione, nel dubbio faremmo senza.

Malgrado lo stato d’infiammazione non è consigliato usare piante antiinfiammatorie che agiscono sul cortisolo, tipicamente Liquirizia e Ribes nero che usiamo di solito tranquillamente per i mal di gola/tosse comuni: nel caso dell’influenza da Coronavirus, sembra che un’alta percentuale di pazienti presenti un basso livello di linfociti. Usare questa tipologia di piante potrebbe accentuare questa situazione.

Quindi evitiamo di interferire con l’immunità.

Quello che potete fare è continuare a tenere aperti i canali di eliminazione ed usare piante e bevande riscaldanti:

  • Piante balsamiche per stimolare la fluidificazione e l’eliminazione del muco e evitare l’accumulo nei polmoni di liquidi e di scarti immuni.
  • Continuare a riscaldare con le spezie (senza esagerazione, una punta di cucchiaino per spezia in 1 tazza d’acqua bollente 2/3 volte al giorno sono sufficienti)
  • Continuare a tenere regolare l’intestino.
  • Stare sotto le coperte, questo è il momento anche di consumare a piacimento brodo di gallina con le spezie.

Questi consigli non sono intesi in nessun modo come sostituzione di terapia medica e non rappresentano un’indicazione terapeutica. Sono l’opinione personale dell’autore, frutto dell’esperienza, delle varie ricerche negli articoli scientifici e nei libri e dei confronti con altri erboristi.

L’unico modo comprovato per prevenire il coronavirus è quello di non entrarci in contatto applicando scrupolosamente le raccomandazioni delle autorità sanitarie che prevedono il distanziamento sociale e l’igiene regolare delle mani.

Referenze:

(1) 2019 novel coronavirus patients’ clinical characteristics, discharge rate and fatality rate of meta-analysis. Li LQHuang TWang YQWang ZPLiang YHuang TBZhang HYSun WMWang YP.

(2) COVID-19: An Update on the Epidemiological, Clinical, Preventive and Therapeutic Evidence and Guidelines of Integrative Chinese-Western Medicine for the Management of 2019 Novel Coronavirus Disease. Chan KWWong VTTang SCW.

(3) Fitoterapia – Guida all’uso clinico delle piante medicinali. Firenzuoli – 2008.

(4) Sambucus nigra extracts inhibit infectious bronchitis virus at an early point during replication. Chen CZuckerman DMBrantley SSharpe MChildress KHoiczyk EPendleton AR.

(5) Elderberry Supplementation Reduces Cold Duration and Symptoms in Air-Travellers: A Randomized, Double-Blind Placebo-Controlled Clinical Trial. Evelin TiralongoShirley S. Wee, and Rodney A. Lea

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